Opinioni in Corso's Blog

Turbinio di Pensieri Scomposti


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Casa de Maria a Bonzanigo di Mezzegra, dove Mussolini e la Petacci trascorsero l’ultima notte.

Dopo l’arresto a Dongo e il trasferimento temporaneo a Germasino, all’una di notte del 28 aprile Mussolini viene ricongiunto a Claretta Petacci e insieme vengono caricati su un’auto in direzione di Como.

Non arriveranno mai nel capoluogo lariano: dopo il fallimento del tentativo di trasportare i due prigionieri in barca da Moltrasio a Blevio, i partigiani che li scortavano decisero di tornare indietro, verso Mezzegra. Lì infatti, nella frazione di Bonzanigo, abitava una coppia, amici del Capitano Neri (Capo di Stato Maggiore della 52° Brigata Garibaldi) che sapeva erano persone fidate.

Erano Giovanni e Lia De Maria, alla cui porta bussarono i partigiani, chiedendo ospitalità per la notte per i due prigionieri. I coniugi De Maria acconsentirono e a Mussolini e alla Petacci venne offerta una camera per riposare.

Nel pomeriggio del 28 aprile, a Mezzegra giunge Walter Audisio “Colonnello Valerio”: con altri partigiani sollecita Mussolini e la Petacci a lasciare rapidamente l’abitazione dei De Maria. I due prigionieri vengono così condotti sul luogo dell’esecuzione: in una strada stretta e riparata, davanti al cancello di Villa Belmonte a Giulino di Mezzegra.

“Valerio” pronuncia la condanna: <<Per ordine del Comando Generale del CVL sono incaricato di rendere giustizia al popolo italiano>> e alle h. 16.10 Mussolini e la Petacci vengono fucilati.

Oggi, sul luogo della fucilazione, si trovano una croce e le foto del Duce e di Claretta.

Poco più avanti, un cartello del progetto “La fine della guerra”.

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900 (Ленинград)


 

Iscrizione memoriale del cimitero di Piskarevskoye

Iscrizione memoriale del cimitero di Piskarevskoye (Wikimedia Commons)

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L’umiliazione di Compiègne


Compiègne, 21. Juni 1940. General Huntzinger beim Waffenstillstand/Unterzeichnen.

Compiègne, 21. Juni 1940. Wikimedia Commons

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A-7713


Auschwitz Birkenau - cortile interblocco

Auschwitz Birkenau. Tutti i diritti riservati – All Rights Reserved. Gaetano Barbagallo 2015

 

Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.

Elie Wiesel (La Notte 1958)