Opinioni in Corso's Blog

Turbinio di Pensieri Scomposti

AIFF 2009: il Cinefestival dei Nebrodi

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Si è conclusa domenica 13 settembre la seconda edizione dell’AIFF, Acquedolci Independent Film Festival, che ha visto quest’anno la partecipazione di circa 143 corti provenienti da tutta Italia e dall’estero. Una seconda edizione, paga di un organizzazione efficiente grazie al connubio Proloco – Psycholand “l’officina della molteplicità”, che ha realizzato il desiderio della comunità di Acquedolci ed, in particolare, del presidente della Pro Loco, Francesco Sciambarella di godere della visione dei corti presso l’ex cinema Aurora, intervallando alle proiezioni, momenti musicali di grande spessore, in particolare nella serata finale con i Kale Atturnu. Una giuria di tutto rispetto presieduta da Antonio Giuseppe Valenti ha provveduto a selezionare i corti finalisti di questa edizione. Numerose le sezioni a cui i corti partecipavano, Scuola, Animazione, Clip e Doc per la prima serata. Per la seconda e terza serata, i corti partecipanti alle sezioni Sicilia e premio AIFF 2009.
Significativa la presenza straniera, a riprova della crescente importanza che questa manifestazione ha già assunto alla sua seconda edizione. Da Univers Paralits, produzione francese del bolognese Tommaso Volpi che sul gioco di parole del titolo racconta come il passato talvolta, possa tornare prepotentemente nella realtà, a Libra della spagnola Carlota Coronado, in cui una madre si interroga, ancor prima di esserlo, se un ritardo nella nascita della figlia possa assicurarle un futuro migliore. È stato proprio un corto straniero, Porque hay cosas que nunca se olvidan di Lucas Figueroa, spagnolo a portarsi via il premio della giuria popolare con la divertente vendetta di quattro bambini nei confronti di una vecchietta che buca loro il pallone, significativa la presenza di Fabio Cannavaro nel ruolo di uno dei bambini cresciuti. Il premio AIFF sezione Sicilia è andato invece al giovane siracusano Marco Gozzo che con il suo Ficurinie ha affrontato il tema dell’emarginazione sociale e del pregiudizio in Sicilia, di particolare rilievo la musica; singolare il corto Il Sindaco di Gianluca Baldari in cui efficacemente si offre uno spaccato circa le modalità in cui alcune cose vengono gestite in Italia. Ha poco convinto La Lampara del veneziano Giovanni Sinopoli che al contrario del titolo ha brillato ben poco malgrado la suggestiva location delle isole Eolie. Premio Ecoplast per il tema trattato a Granosangue del calabrese Alberto Gatto, in cui si viene proiettati in quell’atmosfera tetra della malavita organizzata che qualche volta, poche purtroppo, si trova davanti a personaggi coraggiosi capaci di dire di no anche a costo della propria vita, come il mugnaio di Gioiosa Jonica, Rocco Gatto.

Premio Ecoplast a Granosangue

Premio Ecoplast a Granosangue

Premio della Stampa a Into the light. Consegna Farid Adly

Premio della Stampa a Into the light. Consegna Farid Adly

Premio della Stampa a Into the light della palermitana Alice Caronna, che con un eccesso, forse, di aplomb tipicamente britannico, tratta il tema della speranza e il ritrovamento della fede. Paradossalmente comico, seppur in maniera involontaria il corto del sardo Marco Brunu che ha letteralmente divertito la platea sia per un piccolo problema tecnico all’audio che per la tragicomica interpretazione dello stesso regista, in un corto degli “equivoci”, Menomale la birra deve essere bevuta fredda…Altrimenti!!! avverte circa il pericolo di lasciare certe cose incustodite. Senza dubbio meritevole di riconoscimento, lo stupefacente Orbite di Adriano Valerio che coniuga fatti storici recenti, la morte di Pinochet, a storie di vita quotidiana, in cui un giorno in vacanza dal lavoro può incrociare i destini di due persone. Sposalizio perfetto tra tecnica e ritmo narrativo che però non è bastato a conferirgli un premio.

Incetta di premi all’amaro ed emozionante Bab Al Samah che la giuria non poteva esimersi dal premiare con il premio AIFF 2009. Vincitore inoltre del premio GooWai come migliore fotografia e premio Minemed come miglior colonna sonora . Una tipica storia di soprusi, amori proibiti che nell’ordine della scala sociale non possono permettersi di nascere. In una Tunisia con le sue regole, solo il grado sociale può fare la differenza. La porta, la stessa che si è sempre visto sbattere in faccia è trascinata lungo il deserto, è oltraggiata, scheggiata, dileggiata ma integra nella sua forma, a ricordare quanto terribile possa essere la natura umana. Il fuoco come elemento di catarsi e di (ri) scoperta di una verità celata all’interno della porta, la rivelazione di un amore negato ma sempre vivo e ardente come le fiamme che pian piano consumano ciò che resta, facendo affiorare l’unico sentimento possibile, il perdono. Il giovane palermitano Francesco Sperandeo firma questo mini capolavoro e ritira il premio personalmente a questa che è stata una manifestazione ricca di elementi altamente culturali.

Premio AIFF 2009 a Bab Al Samah. Premiano Francesco Sciambarella e Franco Blandi

Premio AIFF 2009 a Bab Al Samah. Premiano Francesco Sciambarella e Franco Blandi

Premiazione AIFF 2009 a Bab Al Samah di Francesco Sperandeo

Premiazione AIFF 2009 a Bab Al Samah di Francesco Sperandeo

L’AIFF 2009 si colloca a pieno titolo nella cerchia di tutti quei festival che mirano a celebrare un patrimonio artistico come è quello del cinema. Certo suona strano associare cultura e cinema, in tempi in cui a suon di tagli, si cerca di relegare questa alta forma di espressione artistica a cultura di serie B.

In fondo se un Ministro sbaglia un plurale in televisione, non si capisce perché un altro dovrebbe essere capace di coniugare cinema e cultura. Troppo difficile? Patrimoni inestimabili.

Gaetano Barbagallo

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