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Turbinio di Pensieri Scomposti

AIFF 2012: un successo ma non per Acquedolci

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Un trionfo quasi scontato per l’AIFF, l’Acquedolci Independent Film Festival che, alla quinta edizione, fa incetta di opere iscritte: ben 482. Successo garantito oltre che dalla popolarità del Festival (circa 40 i paesi partecipanti) essenzialmente dalla professionalità dello staff e dalla qualità dei corti in gara, come ben si evince dal comunicato stampa completo. Non per per ultima, quasi a coronamento della serie di incastri ben riusciti, la splendida location di Acquedolci. Fin qui nulla da eccepire: evento trainante, diffusione del nome di Acquedolci a livello mondiale, trionfo di un settore che (troppo) spesso non trova i giusti spazi e le opportune celebrazioni (senza contare i numerosi tentativi di imitazione, semantica e non della rassegna). Eppure quest’anno potrebbe essere l’ultimo di questo grande evento.

Sembra infatti che circoli, sempre più insistentemente e passando dall’ufficioso all’ufficiale, la voce che confermerebbe il rischio – la notizia è già stata ripresa da UfficioSpettacoli.it (rubrica Corto&Indipendente sul numero 349 del 24 agosto ) – che l’AIFF lasci Acquedolci per lidi più sicuri. A onor del vero, l’amarezza nelle parole del direttore artistico Iarumasami al secolo Antonio Giuseppe Valenti, basta da sola a confermarne la veridicità. Profetico quel The final sight (lo spettacolo finale) che, in questa edizione, ha accompagnato il celeberrimo motto del Festival AIFF IS NOW. Espressione tangibile di come, nelle intenzioni degli organizzatori, aleggiasse la volontà di non assoggettarsi più alle manchevolezze di amministratori che, forse troppo distratti da altro, dimenticano che “lacrime, sudore e sangue” non possono bastare.

Eppure gli onnipresenti Sindaco di Acquedolci, avv. Ciro Gallo e (Ex) Assessore Carcione hanno sempre, a chiare lettere, insignito l’AIFF con i più alti riconoscimenti, elogi e apprezzamenti verbali che solo un’amministrazione avveduta e lungimirante potesse mai fare. Come mai dunque, gli organizzatori, quelle stesse appassionate persone che sul red carpet vengono ossequiate e osannate oltre che dalle più alte cariche comunali, da chiunque sia minimamente sensibile verso la cultura e l’arte, sono costrette, pur di portare avanti questo evento, a elemosinare contributi dagli esercenti locali? Com’è possibile che la colta e sensibile figura del Sindaco non sappia (ri)distribuire equamente i fondi (probabilmente scarsi) di cui il Comune dispone per le attività culturali entro cui questo evento rientra? Arduo ma a questo punto verosimile credere che i frizzi e lazzi carnascialeschi siano ben più meritevoli di una rassegna di cui oramai, Acquedolci, si appresta a divenirne vera e propria sinonimia?

Con la speranza che simili “tragedie” non vadano ad allungare il già lungo elenco di scempi di cui la Sicilia vanta un triste primato, ci auguriamo che, attraverso azioni concrete, chi di dovere si faccia carico dell’onore di aver salvato e non dell’onere di aver perduto.

Al Sindaco l’ardua sentenza.

A tutti gli altri, ideatori, collaboratori, presentatori e semplici estimatori: “perseverate, e serbatevi a migliore avvenire!”.

Gaetano Barbagallo

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Author: Opinioni in corso

Dissertatore Presenzialista. Docente di Lettere e Media victim. Appassionato di social web e blogging.

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