Opinioni in Corso's Blog

Turbinio di Pensieri Scomposti

Slang: Raga vi lovvo di bene

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C’eravamo abituati a quanto e come i giovani storpiassero le parole della lingua italiana nella maniera più disparata. Ora però un nuovo pericolo sembra minacciare la già precaria situazione della lingua madre: il neologismo.

Che il fenomeno si stesse allargando, man mano che l’avanzare della tecnologia, insinuandosi nelle nostre vite ne andava modificando le abitudini, è un dato di fatto. Basta pensare a termini come loggarsi, da quando il web ci aperto a quella serie infinita di applicazioni e aree segrete alle quali è necessario collegarsi attraverso un processo conosciuto, appunto, come log in. Per non parlare del più utilizzato chattare che ha quasi, se non del tutto, soppiantato il più comune “parlare”, data la frequenza con cui viene perpetrato via web.

Lo slang giovanile non ne è rimasto immune. Anzi, parallelamente a ciò che veniva inserito, prepotentemente, nella nostra lingua dalle necessità di ogni giorno, si è aggiunto un linguaggio tutto loro. L'(in)evoluzione ha origine nel momento stesso in cui, su Facebook, sono comparse le prime (primi) rappresentanti di questo “movimento di pensiero”: le simboline. Già, coloro che al nome, in mezzo o alla fine, aggiungono un simbolo che può andare dal semplice ideogramma giapponese alla coroncina piuttosto che il cuoricino e via continuando.

Codesti individui, a dirla tutta non solo loro (i simbolisti), amano comunicare tramite links, e più ne trovano meglio è. Si va dal più classico sulle gesta eroiche di Chuck Norris (la più accreditata sembra chuck norris non ha amici su fbk… li ha uccisi tutti…) alla sfera affettivo – amoroso – sessuale che in tutte le salse, ripropone grandi classici come l’amicizia Sarò arrOgante,,strOnza qntO tì pare,,,,ma x le persOne ke amO……Dareì la mìa vìta o l’amore (chissà in quale accezione) i succhiotti non sono Segnacci, ma marchi che indicano che una persona è Tua .. ♥. Non va tralasciato il senso di evidente “ribellione” che viene sistematicamente espresso, almeno per i neofiti (beh mica tanto a giudicare dalla meticolosità con cui ci si applicano) del web attraverso links come xD——–>ìO la pazzìa ce l’hO nel Dna<——–xD oppure >>ισ ѕσиσ fαттα ¢σѕι є иє ѕσиσ fιєяα є иιєитє є иєѕѕυиσ ρσтяà мαι ¢αмвιαямι!!!!!<< e che dire di *[tì stò sul kazzO xkè ERO,,SONO&SARO’ sempre cìò ke tu nn saraì maì]*.

Rappresentano sicuramente un ampio ventaglio di come le applicazioni abbiano condizionato la vita e il modo di parlare dei giovani. Stop. Le applicazioni? Forse sarebbe meglio investigare chi dietro queste “applicazioni” prova ad esprimersi: i giovani stessi. Delle relazioni che, se prima affidavano il loro messaggio ai banchi, sedie, muri o bagni della scuola (o qualche altro locale frequentato), oggi sono i veri propri digital graffiti del XXI secolo.

Si potrebbe continuare ore e ore a vagliare la serie infinita di links che ogni giorno, pardon ogni ora vengono sfornati su Facebook e che toccano i più disparati temi sociali e non.

Un a cosa è certa:

Se la miglior compagnia è quella dalla quale noi partiamo più soddisfatti di noi medesimi, segue ch’ella è appresso a poco quella che noi lasciamo più annoiata. (G. Leopardi)

A buon intenditor…

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Author: Opinioni in corso

Dissertatore Presenzialista. Docente di Lettere e Media victim. Appassionato di social web e blogging.

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