Opinioni in Corso's Blog

Turbinio di Pensieri Scomposti

Facebook e il concetto di appartenenza

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Che di parole se ne siano spese, circa tutto ciò che gira attorno a facebook e al giro di utenze che è riuscito a raggiungere, è un assunto, oramai. Nello specifico, però, risulta ancora molto in voga l’adesione ai gruppi che nascono come i funghi sul social media più frequentato di tutti i tempi. Ora, che vengano fondati per motivi di aggregazione, convinzione, divertimento, solidarietà o altro: sono assolutamente inutili. Non è una novità qualcuno potrebbe obiettare, infatti credo che chiunque dotato di un minimo di raziocinio, se ne sia accorto da tempo. Il problema è però un altro. Nell’ambito di tutti quei gruppi che nascono con finalità specifiche, ve ne sono alcuni che riescono, fattivamente, a coinvolgere i propri utenti malgrado la loro natura “frivola”.

Mi riferisco in particolare a quelli che, attraverso la fine arte del gioco di parole o dell’associazione di talune espressione di uso comune, non solo triplicano il numeri di “adepti”, ma riescono persino a farli partecipare attivamente ad eventuali dibattiti. Certo parolone grosso “dibattiti” più che altro, forse, “chiaccherio”. Non entrerò nel merito di quanti e quali gruppi, escano vincitori da questo contest, è sotto gli occhi di tutti, almeno dei frequentatori di facebook, e non tocca a me indicarli.

La mia considerazione è volta piuttosto a come nella vastità della rete, gli utenti, forse “meno evoluti”, tragganno piacere dall’adesione ai gruppi di FB. Mi chiedo, per assurdo, perchè taluni si iscrivano all’ipotetico “Per tutti qlli Ke….hanno fatto almeno una volta sega a skuola“, per sentirsi parte di un tutto. In fondo chi non l’ha mai fatto.

L’ho cercato, non esiste ergo nessuno mi può accusare di averne citato uno.

Ciò a cui giungo è che ormai ci stiamo “status-sizzando”. L’individuo esprime il proprio essere attraverso l’effimero valore dello status che in quel momento lo contraddistingue. Ma non solo, anche dall’appartenenza a determinati gruppi ai quali, partecipa o meno attivamente. Ne avevo già parlato qui.

Il discorso è facilmente estendibile alle cause. Qualcuno che ne abbia capito il senso, me lo spieghi cortesemente. Cause per ogni cosa, come se realmente il parteciparvi costituisse un messaggio forte o servisse davvero a qualcosa. Non me ne vogliano coloro che leggeranno incoerenza nelle mie parole, tempo fa affermai che FB andava preso alla leggera, ma certe cose vanno dette, siano esse delle semplici “chiacchere” o solo “chiaccherio”.

Verga docet.

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Author: Opinioni in corso

Dissertatore Presenzialista. Docente di Lettere e Media victim. Appassionato di social web e blogging.

4 thoughts on “Facebook e il concetto di appartenenza

  1. Il valore di una rete cresce proporzionalmente al quadrato del numero dei nodi che ne fanno parte. (Metcalfe) [ http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Metcalfe ]

    La forza di questa rete è inversamente proporzionale al costo che si ha per prenderne parte. [questa è mia, spero che nessuno lo abbia già detto prima 🙂 ]

  2. Nell’era “free” in cui viviamo come mai altri networks non registrano la stessa impennata sociale di facebook? Qual’è il suo segreto e dove sta la capacità, forse più importante, di trattenere gli utenti per un periodo nettamente superiore alla usuale emivita di un trend?

    Concordo con la tua teoria… 😉

  3. Secondo me le quesitoni di forza sono molteplici ma le due principali sono: architettura dell’informazione e possibilità di fare attività di dating.

  4. Ed io che pensavo che dipendesse tutto dal fatto di poter essere sè stessi e relazionarsi con i propri contatti in virtù della propria identità. Se Facebook si è affermato in brevissimo tempo, al di là del tam tam mediatico intorno ad esso, è perchè sotto le mentite spoglie dell’aggregatore sociale di amicizie “passate” è riuscito a superare il limite della reunion integrando al suo principio di sharing life (sarà mia questa espressione?) quello della facilità di gestione dell’account. In media, l’utente medio-basso, prende il controllo del proprio account in una settimana, e non è poco. Il dating ha un peso specifico non indifferente…anche se sminuisce l’idea che mi sono fatto di Facebook.

    Grazie per il contributo Luca 🙂

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