Opinioni in Corso's Blog

Turbinio di Pensieri Scomposti

Facebook e il trauma dell’Addio online

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Di tutti i pregi e difetti, su cui tanto si è discusso e se ne discute, di Facebook, il vortice emozionale, rappresenta una delle sfaccettature più delicate su cui ancora poco si è indagato. Esistono infatti le categorie dei traumi. Il trauma da abbandono o dell’addio online, ad esempio è uno di questi.

Che si tratti di una delle tante mode che si seguono sul social network più frequentato al mondo, o di semplici esasperazioni di aspetti di una vita parallela, sotto l’aspetto del vissuto virtuale, resta il fatto che si manifestano come conseguenze di veri e propri traumi reali.

Tempo fa mi è arrivato un messaggio da un mio contatto, con il seguente oggetto “Facebook – The End”. Ovviamente vado a leggerlo e noto che è stato spedito, dalla persona in questione, non solo a me, bensì a tutti i suoi contatti, più di trecento all’incirca. Nel corpo del messaggio, un sentito congedo dalla piattaforma Facebook, per la più “reale” vita di tutti i giorni. Fin qui nulla di strano se non per quel istintivo bisogno di comunicare il mio personalissimo “cordoglio” di fronte a quella notizia.

Già personalissimo come quello delle quasi trecento persone che hanno avuto la stessa idea. Manifestazioni accorate di quanto quella scelta fosse estrema potevano essere lette, sotto varie forme, in quasi tutti i messaggi che, dall’arrivo del messaggio madre, avevano oscurato il muro del poveretto che si aggingeva a lasciare questa “valle di lacrime” digitale.

Qualcuno, pochi in realtà, laconicamente lamentava una certa stanchezza di quella vita troppo “esposta” su Facebook, legittimando la scelta estrema. La maggior parte invece, si scioglieva in vere e proprie iscrizioni funerarie, che ostentavano i classici elogi ad una persona che viene a mancare.

Confesso che la cosa mi ha lasciato un pò basito. Si deve dunque supporre che il transfert emozionale avvenga seriamente quando ci si trova su Facebook? E’ realmente una vita a sè stante quella che si conduce sul social network? Oppure è solo il sentito bisogno di stringersi ancor di più a quella persona, sul cui muro non si scrive da tanto e che nel momento in cui decide di abbandonare certe vie di comunicazione, ci danneggia il personale e cospicuo numero di amici che abbiamo faticosamente raggiunto? Cinismo a parte.

In realtà credo che che il complesso meccanismo che regola la psiche umana, si trovi in una posizione ambigua nel momento in cui deve scegliere se restare ancorato al metodo classico di interazione personale, oppure soggiacere a tutte le variabili che il rapporto personale implica. De visu compresa.

Facebook è una grossa lente d’ingrandimento sotto la quale ci possiamo sentire sempre al centro dell’attenzione del piccolo mondo che abbiamo creato, gratificante finchè la troppa attenzione non diventa “molesta”.

Buone notizie, il figluiol prodigo è tornato su Facebook. Forse darà vita ad un nuovo trauma: il ritorno alla vita “reale”.

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Author: Opinioni in corso

Dissertatore Presenzialista. Docente di Lettere e Media victim. Appassionato di social web e blogging.

3 thoughts on “Facebook e il trauma dell’Addio online

  1. Facebook è il regno della falsità. Lo dico…o c’entra o non c’entra…tanto qui siamo all’interno di un turbinio di pensieri scomposti.

  2. Continuo a sostenere l’idea, invece che sia un posto dove si mettono a nudo molti aspetti della persona. Quando non hai una maschera, è difficile barare. Anche se reciti bene.

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